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semmai mi andasse male l’università (per fortuna i miei genitori non leggono il blog altrimenti dopo 4 anni e mezzo di tasse universitarie,appartamento and co mi darebbero uno strabiliante e meritatissimo calcio nel sedere) o non trovassi lavoro come chimico andrei a fare la commessa da intimissimi.
ebbene sì.sono tutte carine e sorridenti mentre mettono in ordine slip,balconcini e sottovesti di seta svulazzante, ti dicono sempre quello che vuoi sentire e trovano quasi sempre qualcosa di costoso da farti comprare ma soprattutto hanno un invidiabile sconto dipendenti.
[a breve inzierò il tirocinio in farmacia...vuoi mettere lo sconto su uno sciroppo per la tosse?eeeeh]
questa idea si è insinuata nella mia mente con insistenza qualche tempo fa in vista dell’enorme esame che affronterò tra una decina di giorni e che sta mettendo a dura prova il mio equilibrio psichico.
così quando la settimana scorsa tornando da lezione ho fatto un salto veloce veloce in un negozio di intimissimi sono stata presa alla sprovvista da una commessa che, approfittando della mia fragilità emotiva attuale, mi ha fatto provare milioni di vestitini. [ero andata a vedere per una canottiera,ma questa è un'altra storia]
e tra un pizzo e una spallina mi ha confessato che anche lei aveva iniziato l’università, scienze farmaceutiche per la precisione.
poi però ha pensato fosse troppo difficile/stressante/indisponente e ha preferito darsi alla vendita di intimo… ed ora è un fiore (a maggior ragione se la confrontiamo con me in questo momento:tuta,occhiaie,capelli selvaggi e chili di libri ogniddove).
e allora mi dico…. e se questo incontro fosse un segno del destino?
ps. mettere un immagine pubblicitaria di intimissimi era troppo scontato nonchè inguisto nei confronti della mia autostima.
federica manomette,con delle colleghe appena conosciute,la stampante della facoltà.e scopre che non basta un semplice toner a risolvere i problemi.
