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ricominciamo.
dopo lunghi,lunghissimi mesi di assenza sono tornata nella prateria delle bolle di sapone.
avevo bisogno di sentire la mancanza di questo posto, di capire perchè ho voglia di tornarci e condividere con ogni sconosciuto passante di qui i miei pensieri.
per cui sono tornata non del tutto convinta (diciamo che è una prova di rehab,ok?) in forma smagliante e decisa a non farmi troppo desiderare.
in questo tempo non ho fatto nulla di particolarmente speciale… mi sono “prenotata” un posto per la tesi,sono stata a stoccolma,mi sono spuntati quattro malefici denti del giudizio,sono in astinenza di grey’s anatomy e l’altro giorno ho comprato un kimono nero da h&m.
vi lascio con una foto di bologna pronta per il natale!
[si ringrazia sentitamente wordpress per aver salvato l'articolo come bozza a mia insaputa preservandomi dalla pazzia al momento della chiusura involontaria della pagina]
buonasera.
sono tornata.non che abbia qualcosa di particolare da dire ma mi mancava questo angolo piccolo e nascosto.
vi lascio con una citazione (che personalmente cade a pennello) e una canzone…
“C’è una virtù che molto amo, l’unica. Essa ha nome tenacia. Delle molte virtù di cui leggiamo nei libri e di cui sentiamo parlare i maestri non so che farmene. E, d’altro canto, tutte le molte virtù che l’uomo si è inventato potrebbero essere raccolte sotto un’unica denominazione. Virtù significa obbedienza. Solo che c’è da chiedersi a chi si obbedisce. Anche la tenacia, infatti, è obbedienza. Ma tutte le altre virtù, tanto amate e lodate, sono obbedienza a leggi che sono state imposte da uomini; soltanto la tenacia non si inchina a queste leggi. Chi è tenace obbedisce infatti a un’altra legge, una legge particolare, assoluta, ente sacra, la legge che ha in se stesso, il “tenere a se stesso.”
H.Hesse
“Per tutti la vita è come un ritorno a casa: commessi viaggiatori, segretari, minatori, agricoltori, mangiatori di spade, per tutti… tutti i cuori irrequieti del mondo cercano tutti la strada di casa. È difficile descrivere cosa provassi allora… immaginatevi di camminare in un turbine di neve senza neppure accorgervi di camminare in tondo: la pesantezza delle gambe nei cumuli, le vostre grida che scompaiono nel vento con la sensazione di essere piccoli… e immensamente lontani da casa. Casa, il dizionario la definisce sia come un luogo di origine sia come uno scopo o una destinazione… e la bufera, la bufera era tutta nella mia mente…”
dal film “Patch Adams” 1998
di ritorno dal campo lupetti vi aggiorno su qualche dato:
- 7 giorni
- 22 lupetti alla partenza,22 al ritorno (nessun ferito)
- 4 capi più un assistente ecclesiastico, 2 cambusieri (i miei genitori)
- 6-7 tazzine di caffè al giorno
- media di 5 ore di sonno a notte per noi capi,degno di nota la sera in cui siamo rimasti fino alle tre a scrivere messaggi in codice morse per il grande gioco
- 5 chili di patate fritte in una sola cena
- 98 scalini per accedere alla casa,percorsi almeno otto volte al giorno,quando andava bene
- solo una bottiglia di vino
- 2 lavatrici per rimediare ai problemi di eccessiva diuresi notturna di qualche bambino
- svariati istinti omicidi nei confronti delle bestiole, ovviamente tutti trattenuti ![]()
- 1 pastiglia di efferalgan
- l’appellativo di “mamma mang” da parte delle lupette che volevano le coccole per la nostalgia di casa
- quasi una confezione di brioschi usato spacciandolo come medicina per il mal di stomaco
- una (si spera solo una) pessima figura il primo giorno animando la messa del paese con il duo chil alla chitarra e mang alla voce: i lupetti erano impegnati con la comunione
- per la colazione: tre caraffe di the caldo,una pentolona di cioccolata,un bricco di latte semplice, uno piccolo di latte a basso ridotto di lattosio e un’altro bricchetto di latte di soia.tanto,tanto,tanto caffè per i capi.
se mi verrà qualcos’altro in mente,ve lo dirò.buona serata!
luciano è tornato.forse non poetico e speciale come i vecchi tempi,decisamente più commerciale, ma a noi va bene anche così.

