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da anni ero tentata di tagliare i capelli.
almeno tagliarli un pò di più dei soliti quattro centimetri per estirpare le doppie punte,ma non ho mai trovato il coraggio di cambiare,avendo trovato un taglio che mi piaceva. (vedi il post )
con la voglia di novità e un pelo di ispirazione,martedì scorso sono andata dal parrucchiere e ho consegnato nelle sue mani i miei lunghissimi e boccolosi capelli.
“li tagliamo scalati ad altezza delle spalle?” fa lui.e io,nel pieno della mia incoscienza: “ma dai,anche un pochino sopra le spalle.”
probabilmente c’ha preso troppo gusto,e mentre tutto fiero sventolava il suo rasoio elettrico da “sopra le spalle” siamo arrivati a 3 centimetri sotto le orecchie. [prima arrivavano sotto il seno...ora non riesco neppure a raccoglierli in una coda!]
dopo una giornata di stordimento,ho capito il terribile errore.
sebbene la quasi totalità delle persone che mi hanno visto sostengano che io stia bene sono tremendamente pentita.
però ormai è andata,inutile piangere…aspettando che crescano, in casa tutti mi chiamano funghetto.
buongiorno!
come va?non mi faccio viva da un poco,un nuovo laboratorio mi sta riempiendo i pomeriggi a preparare sciroppi, pomate, supposte, compresse….
che poi vorrei proprio conoscere il tizio che si va a far fare un’emulsione in farmacia non con la modernissima emulsionatrice (una specie di frullatore,per capirci) ma dal bel farmacista di una volta con mortaio e pestello,così viene fuori una sostanza omogenea per i primi 3 minuti e poi torna spudoratamente con tutte le sue goccioline oleose separate alla faccia sua che ci ha messo tutto il suo impegno nel girare vigorosamente il pestello.
o le 100 compresse amorevolmente chiuse a mano una per una,che contengono il principio attivo in quantità diverse a seconda dell’ispirazione del preparatore nel mettere più polvere da una parte o dall’altra.
oggi a bologna splende il sole.era ora,visto che da qualche settimana sembrava di essere in novembre e per quanto durante il giorno io sia chiusa in una stanza (e meno caldo c’è meno facciamo la sauna in laboratorio), i miei capelli da poco tagliati prendono una strana inclinazione con l’umidità del tipo Spirit cavallo selvaggio.
sono andata in profumeria a prendere una terra abbronzante. [per i maschietti dubbiosi ho messo il link per spiegarvi che no,non sto parlando di quella che c'è nel vostro giardino]
e la commessa mi propone un pennello “Non viene neppure tanto” dice lei.il pennello in questione è grande 7 cm senza manico.lo squadro e penso,quanto vuoi che possa venire una cosa del genere?
NOVE EURO E CINQUANTA.cosa?nove euro e cinquanta.di un pennello ignobile.cosa che vengo ovviamente a scoprire nel momento del pagamanto con milioni di persone alle mie spalle e colta dalla sorpresa lo prendo.
una sconfitta morale.a fine giornata mi convincono a cambiarlo ma non trovo nulla di adatto,prendo un ombretto a caso.
sempre meglio del pennello.
lo sanno tutti:quando una donna decide di cambiare,solitamente parte dai capelli.
ora,io porto lo stesso taglio da almeno,almeno 6 anni.con variazioni dell’ordine dei 5-7 cm massimo di lunghezza.
ormai il mio coiffeur di fiducia (eh,ormai parrucchiere è fuori moda,è un’espressione limitata rispetto alla loro indole artistica) si è rassegnato.
qualche volta,in passato, ha provato pure a fare il simpatico con un “dai,oggi un bel taglio radicale,ok?”.eh?eh?eh?fulminato sul momento.
i miei capelli NON SI TAGLIANO.si accorciano,al massimo.si tolgono le doppie punte,che ormai assomigliano a tanti piccoli abeti.non provare a spostare un pò più su il rasoio -sì,dove vado io le forbici sono demodè,usano il rasoio anche sulla mia chioma lunga fino alle spalle,allorchè quando passa vicino al collo prego sempre che non mi sgozzi per sbaglio.
aggiungiamo che poi pure il mio colore non si tocca.sono mora naturale e voglio rimanere tale almeno fino all’incombenza dei primi capelli bianchi.quando arriverò a quel momento mi farò bionda platinata [sisi,cerrrrrto]
capite quindi che mi rimane gran poco su cui spaziare se volessi un pò di novità.giusto il ciuffo convertirlo in frangia.che però tutti mi dicono che è bello così,non cambiarlo, la frangia non ti sta bene.
e allora?e allora per la gioia del mio coiffeur martedì andrò da lui e gli dirò “il solito” provocando alla sua indole artistica l’ennesima profonda ferita.
nella carrellata tra la musica ebete e trash italiana di stasera ho ritrovato una vera perla che condivido con voi…
a presto con la prossima chicca!
